A Ilenia, la mia compagna di viaggio.
Oggi realizziamo il sogno che custodiamo da ormai due anni: laurearci insieme. Lo abbiamo
immaginato così tante volte che mi sembra quasi surreale esserci davvero arrivate. Quando ci
siamo conosciute, ormai tre anni fa, ho avuto paura, perché tu rappresentavi tutto ciò che io non
sono mai stata. Col tempo, però, ho capito che noi due, in realtà, siamo due facce della stessa
medaglia, tanto simili, quanto diametralmente opposte. Forse è proprio per questo che abbiamo
legato così tanto, perché siamo l’una il completamento dell’altra, quella parte mancante
necessaria per poter arrivare fino a qui.
Io sono quella che controlla, che struttura, che ha bisogno di prevedere, quella che vive di liste
e appunti perfettamente sistemati, quella attenta a tutto ciò che può andare storto, quella con un
occhio sempre prima al dovere, quella disciplinata, quella che sente troppo e che ha paura di
sbagliare, quella che sa dirti ora, sede e aula dell’esame pur se non lo deve dare.
Tu accogli il caos senza paura, sei il passo improvvisato, sei chi ride dell’imprevisto e lo
trasforma in opportunità, vivi fuori dagli schemi, sei quella che alleggerisce, che trova un
equilibrio, prendi la vita come viene, sai staccare e proteggerti dal troppo.
Sei stata per me l’esempio di cui avevo bisogno, la dimostrazione che è possibile raggiungere i
propri obiettivi senza mai rinunciare a tutto il resto. Di questa triennale sono poche le persone
con cui ho costruito un legame che mi porterò nel cuore per sempre, e forse è perché in te avevo
già trovato tutto, non mi serviva altro.
A Gaia,
A te che negli ultimi otto anni hai vissuto ogni mio cambiamento. I miei vecchi amici non
saprebbero dire chi sono oggi, i nuovi amici non sanno chi fossi prima, ma tu, tu hai conosciuto
ogni versione di me e non ne hai mai abbandonata una.
Dalla prima liceo ad oggi sono cambiate tantissime cose: le nostre vite, le nostre priorità e
perfino il modo di affrontare il mondo e di stare nel nostro rapporto. Eppure, una cosa è rimasta
immutata, la promessa che ci siamo fatte qualche anno fa: rimanere l’una accanto all’altra ed
essere sempre presenti nei momenti brutti e quelli belli per affrontarli e festeggiarli insieme.
A te ho confidato i miei segreti più profondi, le mie fragilità, i dubbi, le paure e le insicurezze,
tutte quelle parti di me che facevo fatica ad ammettere perfino a me stessa. L’ho fatto perché
da parte tua nei miei confronti non c’è mai stato un giudizio, ma semplice ascolto, comprensione
e sostegno. Ti ringrazio per essermi stata vicina anche quando per tutti era difficilissimo farlo.
Se c’è una cosa che ho imparato da te, è che non importa se tutti attorno ti dicono che qualcosa
non fa per te, se la senti giusta devi farla, perché nessuno ti conosce meglio di te stessa.
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